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Rendair
VideoDemo30 lug 202520 min

Render AI nelle presentazioni di architettura con Sedat Bayrak

L’architetto Sedat Bayrak racconta come il suo studio integra i render AI con i risultati ottenuti con Lumion e SketchUp, e quali sono ancora i limiti dell’AI nei progetti reali.

Sedat Bayrak è un architetto che lavora in prima persona nel suo studio, modellando e disegnando i progetti. In questo video si parla in generale di strumenti AI per l’architettura, dai modelli linguistici per la ricerca agli strumenti per immagini e animazioni. Gran parte della conversazione è dedicata a come il suo studio usa Rendair nei progetti consegnati ai clienti. Il punto di vista è quello della pratica quotidiana: Sedat spiega chiaramente che serve un occhio esperto per verificare tutto ciò che produce l’AI e racconta come ne parla con i clienti.

Cosa vedrai

  1. Una breve panoramica degli altri strumenti AI che usa per ricerca, grafica e animazione, e del perché Rendair ha sostituito i tool per immagini che usava prima nei suoi progetti di architettura.
  2. Da modello 3D a render partendo da semplici esportazioni di interni da SketchUp, per capire se si può saltare una fase di visualizzazione separata.
  3. Da immagine a render applicato ai render di Lumion e alle vecchie immagini V-Ray dei primi anni dello studio, con livelli di creatività basso, medio e alto.
  4. Combinare in Photoshop le parti migliori di più generazioni e correggere le persone alla fine, proprio come si fa oggi con Correggi persone.
  5. Un render molto vecchio e a bassa risoluzione, rielaborato con creatività alta per esplorare nuove direzioni, come una versione mediterranea o modernista dello stesso progetto.
  6. Prompt scritti con l’aiuto di un chatbot, che descrive l’immagine usando i termini della lista di parole chiave di Rendair.
  7. Interni residenziali di un progetto concluso, con un’analisi di ciò che l’AI ha interpretato bene e di ciò che ha frainteso.
  8. Da immagine a video con preset di movimento della videocamera.

Cosa portarsi a casa

  • Gli oggetti più comuni, come divani, tavoli, tappeti e infissi, sono venuti molto bene. Sedat apprezza anche il modo in cui la luce si distribuisce negli angoli e sui soffitti. Bene anche piante, ghiaia e paesaggio.
  • Alcuni dettagli, invece, non hanno funzionato. Il particolare soffitto a celle aperte non è mai risultato come da progetto, il legno aveva troppi nodi e l’AI ha interpretato male alcuni elementi, come un mappamondo e una lampada a sospensione in legno. Per sistemarli sono servite altre generazioni o un ritocco usando il render originale.
  • Per ottenere risultati migliori, usa render da Lumion o strumenti simili invece di esportazioni grezze da SketchUp: contengono già informazioni sulla direzione del sole, sulla luce e sulle ombre.
  • Sedat avverte che, dopo mesi, è difficile riprodurre la stessa texture e lo stesso stile quando il cliente chiede una revisione. Il suo studio chiarisce fin da subito che l’AI fa parte del processo e la presenta come uno strumento per valorizzare il progetto.
  • Per i video, Sedat preferisce movimenti di zoom in avanti o inquadrature statiche. Allontanare la videocamera può spingere l’AI a inventare parti dell’edificio che poi verranno davvero costruite.

Prova tu

Prova un render di Lumion o V-Ray con Da immagine a render a diversi livelli di creatività, poi usa Correggi persone e Upscale sulla versione che preferisci.

Il video è in turco.

Il video è stato registrato con una versione precedente di Rendair, quindi alcune schermate e i nomi degli strumenti oggi potrebbero essere diversi.

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